E' meglio risparmiare o investire?
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Storicamente, almeno in Italia, si tende ad associare il termine risparmio al significato di “accumulare denaro sotto il materasso”. In realtà, tenere i propri risparmi fermi sul conto corrente può costare delle perdite non indifferenti. “Risparmiare” ha un significato diverso se considerato come “tappa” di un percorso più completo di gestione e messa a frutto del proprio denaro. 

Cosa significa risparmiare?
Innanzitutto, risparmiare è mettere soldi da parte per il futuro. Per farlo bisogna essere consapevoli delle nostre entrate e delle nostre uscite. Solo così riusciamo poco a poco a mettere da parte del denaro che ci fa vivere più serenamente. Se siamo bravi, può anche darci l’opportunità di andare in pensione in anticipo!

Tuttavia, i soldi che risparmiamo hanno valore nel momento in cui sono messi nella condizione di generare altro valore. L’ideale sarebbe quindi investire una parte dei soldi che risparmiamo in modo da ottenere dei rendimenti.  Vediamo perché tenere i soldi nel salvadanaio non conviene affatto.
 
Risparmiare e basta conviene?
Quanti di noi preferiscono depositare i soldi in banca e dimenticarsene? La promessa di un tasso di interesse fisso spesso ci evita costanti preoccupazioni. Purtroppo, in seguito alla crisi del 2008, i tassi d’interesse della Banca Centrale Europea (BCE) sono precipitati allo zero, fino a diventare negativi (circa il -0,5%). Questo dato ha influito e influisce direttamente sui nostri risparmi. 
 
1. Paghiamo i tassi di interesse negativi
La BCE stabilisce il tasso di interesse interbancario che oggi, essendo negativo,  comporta perdite per le banche commerciali. Quest’ultime si trovano a pagare uno 0,5% sulle riserve che depositano presso la BCE. A questo punto, il tasso negativo dovrebbe riflettersi sui loro clienti, ma è ovvio che non possono farlo. Dopotutto, chi pagherebbe per “parcheggiare” i propri soldi? 

Perciò, le banche fissano comunque il tasso di interesse ad un valore maggiore di zero (circa 0,37%). Tuttavia, per proteggersi dalle perdite sono costrette ad alzare le commissioni sulle singole operazioni bancarie e sui servizi offerti. Insomma, in un modo o nell’altro i tassi di interesse negativi gravano sui soldi che abbiamo depositato in banca. Se vuoi approfondire, ti consigliamo questo articolo del Sole24Ore: Ecco come le banche fanno pagare i tassi negativi sui conti correnti“.

Quindi il primo motivo per cui conviene investire è compensare i tassi di interesse negativi.
 
Memo
Il tasso di interesse è la percentuale di guadagno che si ottiene per aver “congelato” il proprio denaro per un determinato periodo di tempo. Se sul mio conto ho un tasso di interesse annuale del 2% e deposito 1000€, in un anno questi diventeranno 1020€, con un profitto di 20€.

2. L’inflazione erode il potere dei soldi
Il secondo motivo è di proteggere i soldi dall’inflazione. 

Definizione
L’inflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi nel tempo, che comporta una generale diminuzione della capacità di spesa. Ne consegue che, con la stessa quantità di denaro, si può acquistare una minore quantità di beni e servizi. 

L’inflazione fa sì che i nostri soldi, con il passare del tempo, perdano valore. Questo meccanismo è un meccanismo naturale per il progresso di un’economia basata sul debito come la nostra. Ciò significa che in un’economia sana le cose con il tempo tendono a costare sempre un po’ di più.
Seguendo questa logica, l’obiettivo delle banche europee è di tenere l’inflazione attorno al 2% annuo. Tuttavia, quest’obiettivo non sempre viene raggiunto e ci sono paesi con un’inflazione molto più alta o addirittura in deflazione.

Il potere d’acquisto dell’Euro è crollato da quando è in circolazione (circa del 34%). Questo significa che se dal 2000 ad oggi non ho investito i miei capitali, ho distrutto più del 30% del mio potere d’acquisto.

Facciamo un esempio. Una spesa media di vari prodotti di 1.000€ euro negli anni 2000 adesso equivarrebbe a una spesa di 1.347 euro. Andando ancora più indietro nel tempo, nel 1980 una spesa da 1000€ sarebbe costata 3.605€ nel 2000.

Quindi seppur necessaria, l’inflazione è un danno per i soldi che restano fermi su un conto corrente. Combinata a tassi d’interesse negativi, erode il potere d’acquisto dei soldi che non spendi.
 
Risparmiare è la prima tappa di ogni investimento
Quindi occorre approcciare il risparmio solamente come la prima fase della strategia di gestione delle nostre finanze. In questo modo non andiamo in perdita. Anzi, il risparmio ci consente infatti di generare un surplus che possiamo investire.

Possiamo investirlo su di noi, sulla nostra formazione o in asset finanziari. È sempre denaro che ha il potenziale di generare ulteriore valore. Ad esempio, investire del denaro in un master può aiutarci ad intraprendere una professione migliore e quindi ad ottenere uno stipendio migliore. 

Memo
Investire significa trasformare il risparmio in capitale. Un investimento è una spesa che viene fatta a fronte di un possibile guadagno maggiore. Maggiore è il possibile guadagno, maggiore è il rischio di perdita.

Conclusione : Differenza tra risparmiare e investire
Risparmiare o investire? Risparmiare è necessario se vogliamo migliorare la nostra situazione finanziaria. Per cominciare dobbiamo capire quali sono le nostre entrate e le nostre uscite. D’altra parte, risparmiare per tenere i soldi in banca è una strategia nociva sul lungo termine. Tuttavia, può essere compensata investendo parte di questi risparmi in attività o strumenti che generino valore nel tempo.

Ogni strumento finanziario comporta un rischio più o meno alto, e quindi genera rendimenti diversi. Come esseri umani, abbiamo inoltre un retaggio di convinzioni e comportamenti che possono ostacolare i risultati dei nostri investimenti. Perciò, nel prossimo articolo impareremo a controllare le emozioni e a sfruttarle a nostro vantaggio.