La chiave pubblica, la chiave privata e l'indirizzo del wallet
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La storia antica della crittografia

Per comprendere la differenza tra chiave pubblica e privata in un wallet di Bitcoin, partiamo dalla crittografia e dalla sua storia. E’ una tecnica molto antica utilizzata per rendere un messaggio indecifrabile per chiunque al di fuori del destinatario. In greco significa “scrittura segreta”. Come branca dell’informatica serve per trasformare qualsiasi dato in un codice illeggibile di numeri e lettere generalmente a lunghezza fissa. 

Già conosciuta dai mesopotamici, egizi e antichi greci, la crittografia fu utilizzata nella sua forma più avanzata da Giulio Cesare per scopi militari. Cesare utilizzava una chiave a 3: sostitutiva ciascuna lettera del messaggio con la terza che la seguiva (es. F al posto di C). Porta il suo nome il cifrario di Cesare, uno degli algoritmi crittografici più antichi. Grazie alle moderne tecnologie è un sistema ormai in disuso, ma venne utilizzato per molto tempo.

Gli ebrei ortodossi, ad esempio, utilizzarono il cifrario di Cesare per crittografare i nomi di Dio sul retro del mezuzah quando era proibito scrivere o pronunciare il suo nome. Il mezuzah è un rotolo di pergamena attaccato agli stipiti della casa che protegge dalle forze del male. Il cifrario costò la vita a Maria Stuarda nel complotto contro la Regina Elisabetta I e in versioni più complesse, permise ai capi mafiosi latitanti di inviare pizzini criptati. 

La crittografia si è poi evoluta sfruttando la combinazione di più alfabeti, portando a soluzioni come Enigma, il celebre dispositivo usato per cifrare messaggi durante la Seconda Guerra Mondiale. 

La crittografia nell’era di internet

L’arrivo dei computer ha segnato un passaggio epocale per la sicurezza dei dati. La crittografia informatica si basa su un algoritmo e una chiave crittografica. Una delle forme più sicure è quella utilizzata per proteggere le criptovalute che sfruttano la crittografia a chiave pubblica, le funzioni di hash e le firme digitali. Sono le tre componenti che permettono alla blockchain, la tecnologia alla base delle criptovalute, di registrare in modo sicuro e immutabile le transazioni. 

Non sorprende che Bitcoin sia nato grazie al lavoro decennale di crittografi e informatici appartenenti al movimento dei “Cypherpunk”, un gruppo di attivisti che sostenevano un profondo cambiamento sociale per tutelare la privacy e dare un maggiore controllo dei dati personali al cittadino. 

La crittografia impiegata per la protezione di bitcoin e delle altre criptovalute è detta crittografia a chiave pubblica o asimmetrica. Se la chiave pubblica consente al mittente di criptare i dati, la chiave privata consente al destinatario di decifrarli. Ciascuna coppia di chiavi asimmetriche è unica, in questo modo si ha la garanzia che solo chi possiede la chiave privata corrispondente alla chiave pubblica può leggere il dato criptato. 

Come funziona la crittografia a chiave pubblica?

Nello specifico, la coppia di chiavi serve per rendere sicure e valide le transazioni, nonché a custodire in sicurezza le criptovalute. Queste sono propriamente custodite nel wallet. Solo chi ha la chiave privata di un certo wallet può accedervi. 

La differenza tra chiave pubblica e chiave privata è che la prima è un codice derivato dalla seconda, attraverso una funzione crittografica. Poiché la funzione è unidirezionale, non è possibile in alcun modo ottenere inversamente la chiave privata conoscendo la sola chiave pubblica. 

La chiave privata e pubblica si generano al momento della creazione di un wallet. Sono strumenti che garantiscono la funzionalità del tuo wallet e, per questo motivo, non esistono due chiavi private o due chiavi pubbliche uguali tra loro.

La chiave privata: la tua password

Si tratta di un lungo codice alfanumerico unico, cioè stringhe di caratteri casuali generate matematicamente e si può considerare come una password che dà accesso al proprio wallet. 

Ecco come si presenta una chiave privata: 

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La chiave privata è richiesta anche come firma digitale e per confermare transazioni. In questo modo, solo chi possiede la chiave privata del wallet può autorizzare il trasferimento di criptovalute al wallet di qualcun altro. 

Proteggi la tua chiave privata

Ogni chiave privata può generare una sola chiave pubblica, rappresentando sia l’origine sia la password dell’indirizzo. Per questo, quando si crea un wallet e viene generata una chiave privata, va subito memorizzata in un luogo sicuro e non va condivisa con nessuno.  

Qualora si abbia paura di perderla, l’exchange è una soluzione ideale. Binance ad esempio, fornisce ai suoi utenti un wallet personale quando creano un account, custodendo per loro la chiave privata. L’accesso al wallet in questo caso avviene come per qualsiasi altro account, con una e-mail e una password. Gli exchange sono una garanzia in caso di perdita delle proprie credenziali perché, grazie al fatto che custodiscono la nostra chiave privata, possono recuperare le nostre criptovalute. Fanno la stessa cosa alcuni servizi web e app.

Se invece siete dei trader navigati e desiderate gestire autonomamente le chiavi del vostro wallet, i cold wallet sono ciò che fa per voi. Nel prossimo articolo analizzeremo in modo approfondito i vantaggi e gli svantaggi delle varie tipologie di wallet. 

Recupera il wallet con la Passphrase

Un altro codice spesso usato dai servizi wallet è la passphrase. Una passphrase, anche nota come passphrase mnemonica o seme, è una sequenza di parole inglesi generate casualmente. Questo stringa di parole serve a generare e recuperare un wallet quando viene perso, permettendo di impostare una sorta di backup.

La chiave pubblica e l’indirizzo: la differenza

Che differenza c’è tra chiave pubblica e indirizzo pubblico, quando parliamo di un wallet di criptovalute? Vediamolo assieme:

La chiave pubblica: il numero del tuo conto corrente

Ora sappiamo che per usare i propri fondi e accedere al proprio wallet serve la chiave privata. Ma se un amico ci volesse inviare delle criptovalute, dove dovrebbe mandarle? Qui entra in gioco il secondo elemento fondamentale: la chiave pubblica. Si tratta di un lungo codice alfanumerico unico, generato a partire dalla chiave privata. Ecco come si presenta una chiave pubblica:

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La chiave pubblica ha rilevanza soprattutto a livello di blockchain e crittografia. Possiamo associarlo al numero del conto corrente, mentre l’indirizzo pubblico funziona come un iban. È l’indirizzo che dobbiamo condividere con chi vuole inviarci criptovalute.

L’indirizzo del wallet: il tuo iban

Un indirizzo del wallet (anche chiamato “indirizzo pubblico”) è un insieme di numeri e lettere. Questo ad esempio è l’indirizzo di genesi di Bitcoin, cioè il primo creato nella storia delle criptovalute: 

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Quando avviene uno scambio tra due wallet la transazione mostra:

  • la chiave pubblica del mittente

  • una firma digitale – diversa ogni volta – ottenuta per mezzo della chiave privata del mittente

  • l’indirizzo del portafoglio di destinazione 

La chiave pubblica del mittente associata alla firma digitale permettono a ciascun altro nodo della rete di verificare la transazione, quindi approvarla e registrare i dati sulla blockchain.

La creazione di un wallet e quindi di un indirizzo è in molti casi gratuita e si possono generare quanti wallet si desidera e di cui si ha bisogno. La maggior parte degli investitori ha più di un wallet. Ne ha diversi e di diverse tipologie. Differenziare i sistemi di custodia è un’ottima strategia per aumentare il livello di sicurezza dei propri investimenti. 

Conclusione

La crittografia a chiave pubblica interviene a vari livelli nella protezione delle criptovalute: nelle transazioni, per generare firme digitali e per impedire accessi illeciti ai wallet. 

La differenza tra chiave pubblica e privata è proprio il cuore della sicurezza delle informazioni nella blockchain. Un sistema capace di mettere in discussione i pagamenti tradizionali.