Cos'è un Indice Azionario?
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Da queste parti parliamo spesso di indici azionari. Lo facciamo, per esempio, nel nostro bollettino settimanale, quando vi diciamo che a Piazza Affari il FTSE MIB ha fatto questo o ha fatto quello. Ma vi siete mai chiesti che cos’è un indice azionario? O a cosa serve? Oppure, ancora, come si costruisce?

Noi oggi vogliamo proporvi una breve guida al tema adoperando come fonte Borsa Italiana, la società che gestisce i mercati azionari nel nostro Paese1. Obiettivo: fornirvi un’ulteriore chiave di decodifica delle cronache finanziarie.

Pronti? Iniziamo.

 

Cosa sono gli indici azionari?

Un indice azionario – o stock index che dir si voglia – rende sinteticamente il valore di un insieme di azioni, detto anche “paniere”, con tutte le sue variazioni nel tempo. Questo valore è dato dalla media ponderata dei prezzi dei titoli inclusi nel paniere.

Cos’è la media ponderata e come si calcola? Cominciamo col dire che la media ponderata di un insieme di valori – detta anche “media aritmetica ponderata” o “media pesata” – è una media che tiene conto dell’importanza (del peso, appunto) di ciascun valore. Mentre la semplice media aritmetica – spiegata in termini grezzissimi, eh – è data dalla somma dei numeri associati a ciascun elemento divisa per la quantità degli elementi (tipo quando in pizzeria pagate “alla romana”), la media aritmetica ponderata segue una logica un po’ diversa.

Il valore della media ponderata è dato infatti – seguiteci bene – dalla somma di ogni numero moltiplicato per il rispettivo peso, fratto la somma dei pesi: la somma del valore di ogni azione, quindi, moltiplicato per il peso di quell’azione, fratto la somma dei pesi di tutte le azioni.

Nella costruzione di un indice azionario, come si scelgono questi pesi? Dipende. Senza addentrarci in dettagli troppo tecnici, possiamo dire che:

  • se l’indice è equally weighted, vuol dire che per tutti i titoli che fanno parte dell’indice sono stati adoperati gli stessi fattori di ponderazione;

  • se invece l’indice è price weighted, allora il peso associato a ciascun titolo cambia in funzione del suo prezzo: se il prezzo sale più degli altri, automaticamente cresce il suo peso dentro l’indice;

  • infine, se l’indice è value weighted, allora significa che il peso di ogni titolo è proporzionale alla sua capitalizzazione di Borsa.

 

Settore e area geografica possono fare la differenza

Come sottolinea Borsa Italiana, gli indici azionari si possono classificare anche in base:

  • al settore industriale al quale appartengono i titoli del paniere, il che porta a una distinzione fra indici settoriali e indici generali;

  • all’area geografica alla quale afferiscono questi titoli, con la conseguente distinzione tra indici globali e indici Paese.

 

Due parole sul metodo di calcolo

Quanto al metodo di calcolo, Borsa Italiana evidenzia un’altra possibile distinzione, cioè tra price indexes (indici di prezzo), i quali danno conto dei prezzi delle azioni del paniere sottostante, e total return indexes (indici di performance), i quali invece “rappresentano il rendimento del portafoglio di azioni sottostanti tenendo conto anche dello stacco e del reinvestimento di eventuali dividendi e di altri cash flow provenienti dal possesso di tali titoli”.
 

Mercati, segmenti e indici

Quindi le azioni sono quotate sugli indici azionari? No. Le azioni sono quotate sui mercati azionari, che in Italia sono gestiti per l’appunto da Borsa Italiana. I mercati azionari, a loro volta, possono essere divisi in segmenti: per esempio, all’interno del Mercato Telematico Azionario è presente il segmento Star.

Come abbiamo detto, l’indice azionario nasce nel momento in cui si seleziona un tot di azioni omogenee per settore o area geografica e lo si inserisce in un paniere che ci aiuta a cogliere, a colpo d’occhio e attraverso un unico valore, l’andamento nel tempo del valore di tutte le azioni ivi comprese

 

Perché a volte si parla di paniere?

In generale, paniere è quell’insieme di attività che possono più o meno azzeccarci tra loro. Per esempio, dicesi “paniere” l’insieme dei beni e servizi costruito e utilizzato dal nostro Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) onde calcolare le variazioni dei prezzi al consumo (ne abbiamo parlato di recente, presentando il nuovo paniere ISTAT a misura di pandemia2). In riferimento ai mercati azionari, “paniere” è inteso come l’insieme dei titoli sul quale viene costruito un indice.

 

Tutti i panieri di Piazza Affari

Cominciamo col dire che nelle cronache finanziarie “Piazza Affari” è sinonimo di Borsa di Milano: o meglio,  Piazza degli Affari è la piazza di Milano nella quale ha sede Borsa Italiana.

E quando in TV dicono “Piazza Affari è salita” o “Piazza Affari è scesa”? Semplicemente, se per “Piazza Affari” si intende la Borsa di Milano, il saliscendi riferito riguarda l’indice più rappresentativo di questa Borsa, ovvero il FTSE MIB.

Il FTSE MIB, acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa, è l’indice relativo alle 40 azioni più liquide e capitalizzate quotate sui mercati azionari di Borsa Italiana. Ma la Borsa di Milano ospita anche altri indici azionari: per esempio c’è il FTSE Italia All-Share, che aggrega tutti i titoli degli indici FTSE MIB, FTSE Italia Mid Cap (composto dalle prime 60 società per capitalizzazione che non appartengono al FTSE MIB) e FTSE Italia Small Cap (titoli a bassa capitalizzazione).

Da segnalare infine gli indici settoriali Industry e Super Sector, che come suggerisce il nome stesso seguono i principali settori in cui operano le società quotate.

Borse europee
In Europa, i principali indici di Borsa sono il DAX30 per la Germania, contenente i 30 titoli a maggiore capitalizzazione della Borsa di Francoforte; il CAC40 per la Francia, che comprende i 40 titoli francesi o esteri a maggior capitalizzazioni quotati presso la sede parigina di Euronext; l’IBEX35 per la Spagna, che misura la performace dei primi 35 titoli azionari in termini di liquidità e capitalizzazione quotati sui 4 principali mercati spagnoli; e il FTSE-100 per il Regno Unito, costituito dalle 100 principali società quotate al London Stock Exchange.


Gli indici di borsa negli Stati Uniti
Passando agli Stati Uniti, alla Borsa di New York (New York Stock Exchange, NYSE) i più noti indici azionari sono il Dow Jones, il NASDAQ e lo S&P 500.

Il Dow Jones comprende i 30 titoli azionari principali quotati nel mercato statunitense. Viene definito come indice di tipo price weighted, ovvero il fattore di ponderazione è dato dal prezzo dei titoli che compongono l’indice. Non è legato ad alcun settore specifico, ma include titoli appartenenti sia a settori tradizionali sia della new economy. La scelta di includere o escludere i titoli dal paniere spetta alla redazione del “The Wall Street Journal”, ma generalmente le modifiche nella composizione dell'indice sono rare.

Il NASDAQ (acronimo che sta per National Association of Securities Dealers Automated Quotation) è invece l’indice dei principali titoli tecnologici della Borsa americana, primo esempio di indice azionario del tutto elettronico. L’andamento è misurato a sua volta da diversi indici, tra cui principalmente il NASDAQ Composite Index e il NASDAQ-100. Il NASDAQ Composite Index include più di 3mila titoli. Il più noto NASDAQ-100 comprende invece le maggiori 100 imprese non-finanziarie quotate al NASDAQ. È un indice ponderato sulla capitalizzazione di mercato, non comprende società finanziarie, e include alcune società estere.

Lo Standard & Poor’s 500 è il più importante indice azionario nordamericano. Sebbene storicamente sia nato prima l’indice Dow Jones, questo paniere ha assunto con il tempo maggiore importanza per gli investitori. Lo S&P 500 include le azioni delle principali 500 grandi aziende contrattate al New York Stock Exchange (NYSE), all’American Stock Exchange (AMEX) e al NASDAQ, selezionate da un apposito comitato. Le aziende hanno un peso direttamente proporzionale al valore di mercato. Tutti i titoli rappresentano aziende statunitensi con una capitalizzazione di mercato superiore a 6,1 miliardi di dollari, un flottante di almeno il 50%, un volume di scambi mensili negli ultimi 6 mesi non inferiore a 250.000 azioni e un valore medio annuale del titolo superiore a 1,0 dollaro, con un utile di bilancio nei quattro precedenti trimestri. Sebbene la maggior parte di questi titoli siano relativi ad aziende statunitensi, possono essere ammesse anche aziende estere.


Gli indici di borsa in Asia
Il NIKKEI contiene i 225 titoli delle maggiori 225 compagnie quotate alla Borsa di Tokyo (TSE). L'indice viene calcolato giornalmente dal quotidiano Nihon Keizai Shinbun.

Il HANG SENG INDEX (HSI) contiene le principali 50 società della Borsa di Hong Kong. In Cina, invece, l’indice SSE Composite comprende tutte le azioni scambiate nella Borsa di Shanghai, compresi i titoli di aziende cinesi contrattati in dollari statunitensi.

Altro indice molto significativo è il CSI 300, costituito da 300 titoli di tipo A (cioè i titoli di aziende cinesi disponibili agli investitori locali cinesi e agli operatori esteri che sono riusciti ad ottenere dal governo di Pechino lo status di Qualified Foreign Institutional Investors) a maggior capitalizzazione, quotate sia sulla Borsa di Shanghai che su quella di Shenzhen.