• Filippo D'agostini

La “crisi del credito crypto” cambia i protagonisti della CeFi

The "crypto credit crisis" changes the protagonists of the CeFi


Celsius Network ha tenuto acceso il dibattito intorno alla “crisi del credito” del mondo crypto. Ma gli attori coinvolti sono parecchi, e questa fase segnerà profondi cambiamenti nell’industria


Tra le dinamiche che caratterizzano il mercato crypto nelle ultime settimane, e forse prima ancora dei movimenti al ribasso dell’industria, c’è sicuramente la crisi delle piattaforme. Quelle di prestito, in particolare, sono quelle più in difficoltà, e hanno fatto rumore le decisioni relative alla messa in pausa dei prelievi dei fondi da parte dei clienti.


Dopo Celsius Network che ha sospeso i suoi prelievi all’inizio di giugno, in questi giorni è toccato anche alla piattaforma di lending Vauld, che però potrebbe essere stata adocchiata da Nexo, e ne sta valutando l’acquisizione.


Se si volesse guardare ancora piò indietro, è ragionevole pensare che tutto sia iniziato con il crollo di maggio dell’ecosistema Terra, che ha compromesso la battaglia del settore crypto contro inflazione o altre forze macroeconomiche.


L’evento ha innescato un effetto domino, e molte piattaforme o fondi crypto hanno lottato per mantenere la liquidità durante la recessione del mercato.


Celsius, che rimane uno dei maggiori punti di riferimento per i prestiti di criptovalute, dopo aver bloccato i trasferimenti ha dovuto anche fare i conti con le voci di bancarotta, mentre l’hedge fund di criptovalute Three Arrows Capital (3AC), con i suoi problemi di insolvenza , rischia di alimentare i timori di un rischio sistemico. Nexo ha invece fatto sapere di come stia prendendo in considerazione l’acquisizione di Vauld, che ha anch’esso sospeso i prelievi.


Per quanto riguarda 3AC, l’hedge found avrebbe già presentato la sua istanza di fallimento a New York, appellandosi al “Chapter 15” del Bankruptcy Code americano, che proteggerebbe il fondo in quanto i creditori non sarebbero in grado di ottenere i suoi beni su suolo statunitense.


Celsius Network, d’altra parte, sta procedendo a ripagare gradualmente il suo debito, e ha già proceduto con un rimborsando un debito di 161 milioni di dollari nei confronti del protocollo Maker (ne mancherebbero ancora 41). Nonostante ciò, però, i creditori rimangono ancora molti, inclusi Compound con i suoi 100 milioni di dollari e Aave con 175.

Forse anche per questo motivo, ha preso piede l’ipotesi di un’acquisizione di Celsius da parte dell’exchange FTX che a sua volta avrebbe fatto trapelare informazioni (non certificate) relativamente a un buco di 2 miliardi di dollari nel bilancio di Celsius.


Infine, nelle ultime ore, Nexo ha annunciato di aver firmato un term sheet con il prestatore di criptovalute Vauld, che consentirà alla piattaforma di avere 60 giorni di due diligence esclusiva per decidere se acquistare fino al 100% della concorrente.

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