• Leonardo Trincia

Nuovo recovery plan per Terra blockchain

Do Kwon ha reso pubblico un nuovo recovery plan per l’ecosistema Terra. Se il precedente piano, pubblicato nel bel mezzo del crollo, prevedeva un tentativo di salvataggio dell’ecosistema, quest’altra proposta invece ne prevede di fatto l’abbandono.


Do Kwon, infatti, propone di forkare la blockchain di Terra creando una nuova blockchain in cui non vi sia senza la stablecoin algoritmica.


Infatti i problemi dell’ecosistema Terra sono stati causati dall’implosione della loro stablecoin algoritmica UST, che si è rivelato essere un progetto fallimentare. Il nuovo progetto quindi partirebbe senza una stablecoin algoritmica.


La vecchia blockchain verrebbe rinominata Terra Classic, e la vecchia criptovalute LUNA Classic (LUNC), mentre la nuova blockchain prenderà il nome di Terra, e la sua nuova criptovaluta quello di LUNA.

Prevede un airdrop di questa nuova criptovaluta agli staker di LUNA Classic, ai possessori di Luna Classic, ai possessori di UST ed agli sviluppatori di app essenziali su Terra Classic.


L’idea è quella di rendere la nuova blockchain Terra “interamente di proprietà della comunità”.


In realtà già anche il vecchio progetto, ormai definitivamente fallito, veniva promosso come un progetto decentralizzato, per scoprire poi che non lo era affatto.


Inoltre, Do Kwon promette rendimenti del 7% annuo sullo staking della nuova criptovaluta LUNA, ed anche questa promessa genera molti dubbi.


Già domani dovrebbe essere pubblicata la nuova proposta di governance, mentre la nuova rete dovrebbe essere lanciata il 27 maggio.


Do Kwon scrive anche che Terra è più di UST, e che il crollo sarebbe un’opportunità per risorgere dalle ceneri.

Qualcosa di simile lo aveva ipotizzato qualche giorno fa anche CZ di Binance, ha detto che dopo ciò che è accaduto la fiducia degli investitori nei confronti di Do Kwon potrebbe essersi ridotta parecchio.


Infine, resta da capire se realmente la nuova Terra sarà in grado di ottenere un successo simile a quello del progetto precedente senza una stablecoin algoritmica


Nel frattempo Luna Foundation Guard ha dichiarato che utilizzerà le riserve ancora in cassa per rimborsare i detentori di UST, e non per cercare di fare recuperare alla stablecoin il peg con il dollaro, quindi UST sembra essere ormai definitivamente morta.


Nei giorni scorsi per cercare di salvare il peg hanno venduto sul mercato circa 80.000 BTC.


Stando a quanto riportato da New Money Review la gestione del crollo da parte di Luna Foundation Guard non sarebbe stata né trasparente né imparziale, favorendo i grandi detentori di UST a scapito dei piccoli. Questo fa ipotizzare possibili cause legali nei loro confronti.


Quindi, sebbene quello in atto è a tutti gli effetti un tentativo di seppellire il passato per iniziare con un nuovo futuro, questo passato potrebbe non aver ancora finito di avere conseguenze, nonostante l’ecosistema Terra, la criptovaluta LUNA e la stablecoin UST ad oggi siano ormai progetti definitivamente falliti.


Resta da vedere se tutto ciò consentirà al nuovo progetto di prendere forma e decollare, oppure se tutti questi problemi ad un certo momento presenteranno il conto.


12 visualizzazioni