• Filippo D'agostini

Perché i musei ancora non utilizzano gli NFT?

A causa del Covid-19 i musei hanno dovuto affrontare notevoli carenze finanziarie che, in alcuni casi, li ha portati a vendere opere d'arte preziose, per colmare le lacune di budget. Allo stesso tempo, però, un altro mercato è esploso, quello della Cryptoart.


Nonostante questo sconvolgimento, sono solo 3 i musei che si sono impegnati ad entrare nel mondo degli NFT: British Museum, Academy Museum of Motion Pictures e Institute of Contemporary Art di Miami.


Perché i musei ancora non utilizzano gli NFT?


1. GLI NFT SONO COMPLICATI

Diversamente dalle criptovalute, ogni NFT è un asset unico. Capire come gli NFT devono essere trattati, detenuti e valutati è un compito davvero molto difficile.

Infine, oltre ad un know-how finanziario mancante e a una cultura che cerca di ridurre al minimo i rischi, ci sono anche parecchie complessità legali, assicurative e di pagamento (i musei non effettuano ancora transazioni in criptovalute) intorno a questo mondo.


2. POTREBBE MANCARE IL RIALZO MONETARIO

Il valore di un NFT è soggettivo. Tutto dipende da quanto sono disposti a pagare gli altri.

Un NFT coniato da un artista di un'opera d'arte molto popolare può attirare l'interesse dei collezionisti. D'altra parte, un NFT se coniato da un museo può risultare meno attraente.

Anche se i musei esponessero un NFT di un artista famoso all'interno di un museo non avrebbero, lo stesso, la garanzia di un flusso di entrate continuo.


3. GLI NFT VALORIZZANO GLI ARTISTI

I collezionisti considerano l'acquisto di un NFT come un mezzo per interagire e sostenere l'artista (es. del sostegno è la garanzia di royalties per l'artista ogni volta che viene venduto un NFT legato alle sue opere).

Per i musei però la monetizzazione non è così semplice.

1. I musei devono vedere se la vendita delle loro collezioni pregiudicherebbe l'accesso pubblico alle collezioni, violando il loro statuto.

2. I musei devono garantire che i proventi delle vendite vengano correttamente reinvestiti. Onde evitare che i pezzi della collezione vengano trattati come strumenti finanziari.

3. Infine, resta da vedere se gli NFT andranno a beneficio dei musei fisici, piuttosto che creare nuove opportunità per quelli virtuali.


4. VOLATILITA' RENDE RISCHIOSI GLI NFT

Innumerevoli sono i casi di NFT che diventano inutili o perdono di valore (Grimes, A$AP Rocky, John Cena). Per tanto, questo mercato, come quello delle cripto, è ancora troppo volatilite.

Essendo un mercato ancora giovane e acerbo, non avendo natura ne fisica ne da vera e propria opera d'arte, affidarsi a ques'ultimo per raccogliere denaro è ancora troppo rischioso.


NEL FRATTEMPO NASCONO I MUSEI VIRTUALI

Il B.20 Museum, creato da Metapurse, il più grande fondo NFT al mondo, è il primo progetto d’arte pubblica in realtà virtuale. Il complesso museale è costituito da tre edifici virtuali distribuiti su tre piattaforme decentralizzate (Decentraland, CryptoVoxels e Spazio Somnium). All'interno dell'edificio vi sono le opere del famosissimo artista "Beeple", appese alle pareti delle sale come veri e propri dipinti.

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