• Filippo D'agostini

Kazakistan: una crisi elettrica potrebbe imporre restrizioni sul mining di bitcoin

Il Kazakistan, nazione dell’Asia centrale, è divenuto un Hub minerario di Bitcoin sulla scia della repressione cinese delle criptovalute.

La nazione dell’Asia centrale potrebbe chiudere temporaneamente le operazioni di mining di Bitcoin, poiché sta affrontando una crisi elettrica che si intensificherà in inverno, di conseguenza il governo potrebbe imporre importanti restrizioni sull’estrazione di Bitcoin.


La quota di estrazione di Bitcoin nel paese è aumentata di sei volte nell’aprile di quest’anno, poiché le politiche anti-cripto adottate dalla Cina hanno costretto le grandi mining farm a spostarsi in nazioni con un’abbondante fornitura di energia elettrica.


La cina ha avuto la più grande quota di mining su Bitcoin con oltre il 75% di dominio, dimezzato drasticamente dopo aprile, facendo dimezzare l’hash rate di Bitcoin dopo l’esodo.



KAZIKISTA COME L’IRAN


L’Iran ha affrontata una crisi simile nel primo trimestre del 2021. Il governo iraniano ha legalizzato l’estrazione di Btc nel paese per far crescere la sua economia in declino da diversi anni e combattere le sanzioni commerciali. Il governo, si è reso conto che molti minatori illegali sfruttavano diverse risorse energetiche portando a diversi blackout nello stato. Di conseguenza, Il governo ha annunciato che il mining di bitcoin è bloccato fino al 22 settembre per garantire abbastanza elettricità.

Al contempo, Il Kazakistan, potrebbe imporre una sorta di divieto su mining di Bitcoin.

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